La Direttiva NIS2 rafforza la resilienza digitale delle imprese, estendendo obblighi stringenti anche a operatori del settore alimentare e attribuendo maggiori responsabilità nella gestione dei rischi cyber.

Gli effetti della Direttiva NIS2 sul comparto alimentare

La NIS2 qualifica “Produzione, trasformazione e distribuzione di alimenti” come settore critico (Allegato II, Settore 4), imponendo regole severe a imprese che soddisfano parametri dimensionali e territoriali. Colpisce “imprese alimentari” art. 3 punto 2 Reg. CE 178/2002: enti pubblici o privati in produzione industriale, trasformazione o ingrosso, tralasciando logistica, retail e ristorazione. La scelta riflette la digitalizzazione multilevel della supply chain – tracciabilità delle materie prime, logistica, controlli qualità automatizzati, allarmi rapidi, catena del freddo – con sistemi IT-OT esposti a cyber minacce che alterano processi vitali, rischiando impatti su salute pubblica come variazioni dosaggi via PLC produttivi.

Governance della sicurezza informatica: verso un modello di responsabilità rafforzata

La NIS2 innova attribuendo agli amministratori obblighi concreti: supervisionare/approvare misure base, verificarne idoneità ai rischi, assicurare risorse; seguire e diffondere formazione interna.

Sanzionabili dal D.Lgs. 138/2024 (“Decreto NIS”), non devono divenire esperti IT ma elevare cybersecurity a priorità strategica, equiparata a scelte finanziarie o operative, cruciale in contesti Industria 4.0.

Integra le normative alimentari preesistenti, creando un parallelismo tra la salubrità dei processi fisici e la protezione dei sistemi IT, al fine di garantire continuità operativa e sicurezza alimentare.

Misure di sicurezza essenziali: da un approccio puramente tecnico a un modello integrato

Come già evidenziato, nel settore alimentare assume particolare rilievo l’interconnessione tra sistemi IT e OT/IIOT, sempre più diffusa nei processi produttivi e di conservazione, quali, ad esempio, la refrigerazione e il controllo dei processi.

La convergenza tra IT e OT comporta un ampliamento della superficie di attacco e richiede l’adozione di misure specifiche, tra cui la segmentazione delle reti, il monitoraggio continuo delle anomalie e l’implementazione di procedure di risposta agli incidenti coerenti con le peculiarità degli ambienti industriali.

Sul piano organizzativo, la NIS2 riconosce un ruolo centrale alla gestione delle risorse umane quale componente essenziale della sicurezza informatica, prevedendo programmi di formazione e sensibilizzazione che coinvolgano l’intera organizzazione e siano calibrati in funzione dei ruoli e delle responsabilità.

Infine, un aspetto spesso sottovalutato ma di crescente importanza riguarda la sicurezza della catena di fornitura digitale.

Le imprese alimentari fanno sempre più ricorso a fornitori terzi per servizi IT, cloud computing, software gestionali e soluzioni di tracciabilità; ciascuno di tali fornitori può rappresentare un potenziale punto di ingresso per minacce informatiche.

La NIS2 richiede, pertanto, una valutazione accurata dei rischi associati ai fornitori critici e, successivamente alla loro selezione, l’inserimento di clausole contrattuali idonee a garantire adeguati livelli di sicurezza lungo l’intera catena di fornitura.

Gestione e Risposta agli incidenti: caso UNFI-Whole Foods

La direttiva NIS2 segna un’intensificazione delle responsabilità del ruolo e delle responsabilità degli organi di amministrazione nella prevenzione e gestione degli incidenti informatici. Viene richiesto un approccio strutturato e consapevole, in linea con quanto previsto dal Decreto NIS (art. 25) e dalle Linee Guida dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, pubblicate il 31 dicembre 2025.

I vertici aziendali devono garantire l’adozione, l’aggiornamento periodico e la concreta attuazione di piani di risposta agli incidenti. Tali piani devono essere integrati con le misure di business continuity, così da assicurare il ripristino tempestivo dei sistemi e la gestione degli impatti operativi e organizzativi derivanti da eventi cyber.

Un esempio emblematico è rappresentato dal caso UNFI – Whole Foods del giugno 2025. L’episodio ha dimostrato come un incidente informatico possa generare effetti rapidi e diffusi lungo l’intera filiera, compromettendo la continuità delle forniture e la disponibilità di informazioni, anche senza colpire direttamente i processi produttivi.

In quel caso, l’attacco ha bloccato i sistemi di ordinazione e rifornimento, causando scaffali vuoti in migliaia di punti vendita serviti dal principale distributore all’ingrosso.

Questo evento ha evidenziato la vulnerabilità della distribuzione all’ingrosso, anello tanto strategico quanto fragile della filiera alimentare: quando un grande operatore si ferma, le conseguenze si propagano rapidamente a tutto il sistema.

Quanto accaduto chiarisce in modo concreto perché anche i grossisti alimentari rientrino oggi nel perimetro di applicazione della NIS2, alla luce degli impatti potenzialmente sistemici che un incidente cyber può generare nel settore.

Cultura resiliente

Come già emerso anche in relazione ad altre normative, un approccio frammentato in cui le diverse dimensioni della sicurezza vengono gestite separatamente, risulta inefficiente sotto il profilo organizzativo ed economico, rischiando anche di creare vulnerabilità sistemiche, soprattutto nei punti di intersezione tra ambiti differenti.

La sfida più profonda è di natura culturale: superare una visione ancora diffusa che considera la cyber security come un costo o un mero adempimento normativo, per adottare invece un approccio in cui la resilienza informatica diventa un vero fattore abilitante della competitività e un elemento di affidabilità, anche commerciale, nei confronti di clienti e utilizzatori finali.

In un mercato sempre più segnato dalla digitalizzazione delle filiere, la capacità di dimostrare elevati standard di sicurezza informatica può trasformarsi in un vantaggio competitivo concreto.

In questo contesto, la normativa in materia di cyber security si inserisce in un più ampio processo di evoluzione: quello attraverso cui le società contemporanee ridefiniscono le modalità di tutela dei beni essenziali, in un sistema caratterizzato da una crescente interdipendenza tra mondo fisico e digitale.

 

Fonte Ufficiale: Cybersecurity360