Cosa cambia dal 2 agosto 2026
Dal 2 agosto 2026 diventano pienamente applicabili gli obblighi dell’art. 50 dell’AI Act sulla trasparenza dei contenuti generati o manipolati con l’Intelligenza Artificiale.
Ma cosa cambia, concretamente, per chi utilizza l’IA?
In vigore da subito
Deepfake
I contenuti audio, video o immagini generati o manipolati dall’IA che rappresentano persone, oggetti o eventi reali e possono apparire autentici devono essere segnalati in modo chiaramente percepibile.
Testi di interesse pubblico
Anche i testi generati dall’IA che informano il pubblico su questioni di interesse pubblico devono essere segnalati quando sono pubblicati senza un’adeguata revisione editoriale umana.
Non rientrano invece automaticamente in questo obbligo tutti i testi prodotti con l’IA: un atto, un contratto o un parere professionale, ad esempio, non sono testi pubblicati per informare il pubblico su questioni di interesse pubblico.
Chatbot e assistenti virtuali
L’utente deve essere informato quando sta interagendo con un sistema di IA, salvo che ciò sia già evidente dal contesto.
E la marcatura tecnica?
Per la marcatura tecnica dei contenuti, come metadati o watermark, è previsto un termine tecnico successivo, fino al 2 dicembre 2026, per l’adeguamento dei sistemi già sul mercato.
Un punto importante: questo obbligo riguarda principalmente i fornitori dei sistemi di IA, non l’azienda che utilizza semplicemente lo strumento.
Inoltre, la presenza di un watermark non costituisce di per sé una prova certa dell’origine del contenuto: può indicare che un contenuto è passato attraverso un determinato sistema, ma la sua assenza non dimostra che l’IA non sia stata utilizzata.
E se uso l’IA solo per modificare un testo?
Non ogni intervento dell’IA richiede una marcatura. Gli orientamenti della Commissione distinguono l’editing standard dalla generazione di nuovo contenuto.
Restano, in linea generale, fuori dall’obbligo di marcatura attività come correzione ortografica e grammaticale, formattazione, trascrizione, conversione di formato e traduzione, quando non modificano sostanzialmente il contenuto.
Diverso è il caso di riassunti e parafrasi che modificano struttura, significato o intenzione del testo.
Cosa significa per la tua azienda?
L’AI Act non vieta l’utilizzo dell’IA: introduce nuovi obblighi di trasparenza.
Se utilizzi strumenti di IA per creare contenuti destinati al pubblico, la priorità è capire quando il contenuto deve essere segnalato, chi è tenuto a farlo e con quali modalità.

