Scrivere ai clienti su WhatsApp è comodo, immediato e spesso più efficace di una mail. Ma proprio perché è così diretto, è uno dei canali su cui il Garante Privacy concentra le sue verifiche. Prima di inviare la prossima promozione, vale la pena fare chiarezza.
Due consensi, due funzioni
Spesso si tende a considerarli la stessa cosa, ma non lo sono:
- il consenso al trattamento dei dati personali, cioè all’uso del numero di telefono e delle altre informazioni dell’utente;
- il consenso a ricevere comunicazioni commerciali tramite quel canale.
Averne uno non significa avere anche l’altro. Per il marketing via messaggistica serve un’adesione specifica, raccolta prima del primo invio.
Cosa rende valido un consenso
Con il GDPR non basta più “avere la firma”: il titolare deve poter dimostrare come il consenso è stato ottenuto. Deve essere:
- Libero: l’utente può rifiutare senza penalizzazioni, ad esempio senza perdere l’accesso a un servizio che non dipende dal marketing.
- Specifico: riferito a una finalità precisa, non a un generico “per tutti gli usi”.
- Informato: preceduto da un’informativa chiara, scritta per essere capita da chiunque, non solo da chi ha un background giuridico. Semplice non vuol dire superficiale.
- Inequivocabile: manifestato con un gesto attivo, come spuntare una casella non preselezionata o inviare un messaggio di adesione.
Quando va chiesto il consenso
Tipicamente nei casi in cui:
- si inviano newsletter o offerte commerciali;
- i dati vengono condivisi con soggetti terzi;
- si usano cookie e strumenti di tracciamento non strettamente tecnici;
- i dati raccolti per uno scopo vengono riutilizzati per uno scopo diverso.
Il nodo delle terze parti
WhatsApp fa parte dell’ecosistema Meta e tratta, oltre ai messaggi, informazioni come numeri di telefono e immagini del profilo. Questo significa che i dati possono circolare tra più servizi dello stesso gruppo. Chi usa lo strumento per fini promozionali deve tenerne conto nell’informativa e nella gestione dei consensi.
Cosa fare in pratica
- Raccogli l’opt-in con un modulo dedicato al marketing, separato da contratti e condizioni generali.
- Conserva la prova del consenso (data, modalità, testo mostrato).
- Rendi semplice la revoca e rispettala subito.
- Aggiorna l’informativa indicando WhatsApp tra i canali usati.
- Non riutilizzare liste di contatti raccolte per altre finalità senza una nuova base giuridica.
